METAL SIRENS

METAL SIRENS -by Straisand - voto 7,5

 E' bello vedere come dopo tanti anni, una band riesca ancor ad esser compatta dopo sedici anni, e dedicarsi a loro volta, il titolo di un loro stesso album. Essi, i Todio, sono una band che, nonostante non sia ancor riuscita a sfondar nella scena musicale italiana, son riusciti a rimaner compatti, dove nel frattempo, son riusciti a maturare e accrescere le proprie potenzialità. Infatti, da poco hanno dato luce al loro primo album "Sixteen", sedici come gli anni trascorsi da quando la band per la prima volta ha emesso un vagito. Formati nel 1992, subito dopo quattro anni danno vita al loro primo album, per farne uscire un'altro nel 1998 e dopo 10'anni, quest'ultimo.


Ciò che la band propone è un Metal con forti influenze prog che si basano su una base strettamente crossover, dove l'aggressiva voce di Barbara Licciardi, capace di potenza ed espressività, ci fa compagnia per tutti i dodici brani. Già dalla prima traccia "Wild Road" si riesce a percepire tutta l'anergia della band, mettendoci fin dal primo momento all'ascolto di continui acuti che contornano il brano, alternandosi da veloci strofe, per poi, lasciandoci nel finale all'ascolto di riff da parte del chitarrista Fausto Ferrara. Senza parlar poi della traccia che da titolo a tale lavoro, "Sixteen" da un'intro vario e psichedelico per poi lasciare il posto ad una melodia realizzata da chitarre tirate e dalla batteria di Maurizio Diomedi che batte ripetutamente, dove nell'intermezzo ci lasciano due minuti completamente strumentali, partendo da un suono prevalentemente melodioso per poi, farsi sempre più aggressivo, mettendo in risalto le diverse potenzialità dei quattro musicisti.
 
Penetrante poi la drammatica "Player", dove fantastiche scale delle tastiere di Andrea Ercoli, riescono a creare un'atmosfera quasi magica, uno dei brani più profondi dell'album, rimando forse, anche uno dei risultati meglio risuciti, capaci di colpire all'istante l'ascoltatore anche grazie alla tonalità bassa presa dalla vocalist. E per concludere con maestria, per ultimo troviamo "The Dog From The Sky", dove le tastiere prendono un ritmo orientaleggiante dove inzialmente il brano si presenta parecchio piatto, dove nel ritornello recupar tutta la propria ricarica dove la chitarra e il basso di Massimo Ferrara si fermano in diversi brevi istanti per dar sfogo a leste scale delle tastiere, il tutto per otto minuti che passono senza accorgersene.

Ottima prova quella dei Todio, che hanno dato vita ad un album vario e interessante. Peccato solamente per il blooklet, quasi completamente assente, dove sarebbe stato interessante poter leggere qualche loro testo. Un conclusione, un gruppo che nei propri sedici anni di esperienza ha maturato a sufficenza per raggiungere ottimi risultati, speriamo solo che tenga le stesse prestazioni anche in futuro! 

 

Straisand