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SHAPELESSZINE.COM - by EGr - voto 7,5

 "Sixteen" è il titolo del quarto album dei TOdio. Sedici è anche il numero di anni di attività del gruppo, nel corso dei quali il gruppo ha pubblicato diversi lavori, ed ha suonato numerosissimi concerti in Italia ed anche negli Stati Uniti. 

"Sixteen" è stato registrato nel settembre del 2008 presso lo studio ACME. La formazione che ha inciso il CD consiste in Barbara Licciardi alla voce, Fausto Ferrara alla chitarra, Andrea Ercoli alla tastiera, Massimo Ferrara al basso e Andriy Poltaveis alla batteria. "Sixteen" è il primo album realizzato da questa formazione, con tanto di voce femminile. 

La copertina di questo lavoro è molto bella, dai tratti fumettistici e gotici, e mostra una ragazza accasciata al suolo, mentre sullo sfondo si intravedono quattro figure umanoidi piuttosto inquietanti. 

"Sixteen" contiene ben dodici tracce, per un totale di cinquantotto minuti di musica. E di musica buona, tra l'altro. In effetti, questo disco ha catturato la mia attenzione sin dalle prime battute. L'ottima qualità di registrazione, la professionalità degli arrangiamenti, la bontà del songwriting: tutte queste cose non potevano lasciarmi indifferente. Anzi, ho subito capito quanto i Todio siano ricchi di creatività e di inventiva. Ed anche talento. Alcune intuizioni, infatti, sono proprio di ottima caratura, ed è davvero difficile trovare una canzone superflua in "Sixteen". Composizione dopo composizione, è evidente quanto il quintetto si sia impegnato per creare un disco vario ed imprevedibile, senza per questo perdere in immediatezza. Secondo me, il gruppo ha realizzato qualcosa di davvero buono. Certo, a voler cercare il pelo nell'uovo, lo stile è talvolta fin troppo eterogeneo, tanto che si fa fatica a stabilire delle coordinate stilistiche precise, relativamente alla proposta musicale dei Todio. Di certo, il gruppo non sembra essersi posto alcuno steccato musicale, perciò la loro musica, potente e melodica, si concretizza in un crossover, da intendersi nel senso più ampio del termine. Nelle loro composizioni si mescolano influenze tradizionalmente metal ad altre decisamente più moderne, con tinte vagamente goticheggianti ed evidenti tentazioni prog, Nel suo insieme, lo stile dei TOdio potrebbe essere definito come alternative metal, poichè questa definizione è così generica da poterglisi adattare senza fuorviare troppo il lettore. Non si pensi però all'alternative metal classico di stampo americano. No, semplicemente i TOdio mettono in mostra una maniera alterantiva di intendere il metal, tanto che alcune tracce, se i volumi non fossero così potenti ed elevati, potrebbero sfumare nell'alternative rock e nell'indie. Insomma, la musica del quintetto è una fucina di creatività che non cessa mai di stupire, anche se spesso tende a confondere ed a spiazzare l'ascoltatore. 

"Sixteen" è aperto da una canzone potente ed intensa, dal piglio decisamente rock, quale "Wild Road". Una grande opener seguita dalla caratterstica "Wet Day", forte di un arrangiamento accattivante e trascinante. 

La title-track è cazzuta, e gode delle ottime linee vocali tracciate da Barbara. "Dobermann" è carica di atmosfere noir che mi hanno ricordato in parte i polacchi Closterkeller. 

Prog e crossover si mescolano nella bizzarra "Rules", alla quale succede la power ballad "Prayer", emotiva e comunicativa. 

"Song For A Friend" riporta in auge la rabbia più genuina dei TOdio, con un solido riffing a stelle e strisce. "Get Off" è un bel brano nel quale i riferimenti classicamente metal sono bene in evidenza. 

"Song 2" è un prova vicina a qualcosa degli Epica, mentre "Living In My Head" non delude in quanto a songwriting. 

"Johnny" riporta in auge il piglio più rockeggiante e sanguigno dei nostri, mentre "The Dog From The Sky" chiude il tutto in maniera malinconica ed evocativa, grazie al gran lavoro di tastiera. 

Nel suo complesso, quindi, "Sixteen" è un lavoro vivace, che potrà farsi apprezzare da più di un amante della buona musica. A patto però che sia di mentalità piuttosto aperta, poichè i TOdio non sembrano amare la sicurezza delle soluzioni sempre uguali e collaudate, ma tentano di metterci qualcosa in più. Se soltanto riuscissero a mantenere la qualità costante per tutto il corso del CD, sarebbero un gruppo col quale tutti dovrebbero fare i conti. Sono però convinto che il grande salto di qualità non sia lontano. Ragion per cui, sostenete i TOdio, nella speranza che qualche etichetta li metta nella situazione più agevole per realizzare, con tutta calma e ricchezza di mezzi, il loro capolavoro.